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Libro fai-da-te

L’ebook, questo sconosciuto

Mi sono resa conto che ancora per molti l’ebook resta un mistero insoluto, un’oscura presenza  che incombe sul mercato editoriale, una bizzarria fatta per tipi eccentrici e smanettoni.

Non è così, anzi in realtà tutto è molto molto più semplice di come sembri. Per questo ho pensato di fare un po’ di chiarezza con un breve post.

L’ebook non è altro che un libro elettronico, ossia un file che contiene il vostro testo. Tutto qui.

A cosa serve l’ebook?

A leggere il vostro libro su un supporto che sia diverso dalla carta. Si può leggere sul computer, su un tablet, persino su un telefonino, l’ideale sarebbe però leggere su un ebook reader, che è un dispositivo fatto apposta per leggere senza dar fastidio agli occhi (lo schermo infatti non è retroilluminato, come un foglio di carta).

Quanto costa un ebook?

Questo è il punto più dolente del mercato attuale. I prezzi delle grandi case editrici infatti sono enormemente gonfiati, non si sa bene per quale motivo, tanto che si arriva a pagare un ebook dai 12 euro in su e addirittura si crea il caso paradossale di un’edizione elettronica che costa di più di quella cartacea. No, signori, così non va proprio. Perché nell’ebook non c’è il costo della carta, la conversione si fa UNA volta sola e poi non si fa altro che duplicare il file (operazione a costo zero, è come fare copia-incolla sul vostro computer) quindi non c’è motivo per cui un ebook costi così tanto.

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I caratteri o font

Anche la scelta dei caratteri (o font) ha il suo ruolo nella formattazione di un testo.

Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra i caratteri serif e sans serif:

 

- i caratteri serif (con grazie) sono quei caratteri che presentano abbellimenti o trattini all’estremità delle linee (chiamati appunto “grazie”) che hanno lo scopo di facilitare l’identificazione di ciascuna lettera e favorire la lettura.

Esempi di caratteri serif sono: Times New Roman, Book Antiqua, Courier New, Georgia, Garamond ecc.

 

- i caratteri sans serif (senza grazie) sono invece caratteri dalle linee stilizzate e semplici, nette, e sono più indicati per brevi testi, titoli e per la scrittura sul web.

Esempi di caratteri sans serif sono: Arial, Tahoma, Verdana, Helvetica, Trebuchet ecc.

 

Quando dovete scegliere quale tipo di carattere utilizzare per un manoscritto destinato alla stampa o a lunghe sessioni di lettura, la scelta migliore è di puntare su un carattere serif.

La cosa più importante nella scelta di un carattere è la chiarezza. Usare caratteri strani, molto curvi o pieni di fronzoli può rendere molto faticosa e difficile la lettura e stancare la vista. Allo stesso tempo, se inviamo un testo in formato .doc, .rtf, .odt e utilizziamo un carattere particolare o insolito, dobbiamo tenere conto che chi riceve il file potrebbe anche non avere installato quel carattere e quindi non potrebbe visualizzarlo.

La scelta migliore, quando si invia un testo in valutazione o per partecipare a un concorso è di usare uno dei caratteri più diffusi, ad esempio il Times New Roman, il Courier New o il Garamond, che garantiscono una lettura agevole e sono bene o male presenti nei principali sistemi operativi.

 

Per quanto riguarda la scelta delle dimensioni, anche qui bisogna scegliere una misura che sia agevole per la lettura, quindi non scendere al di sotto della dimensione 10 e non oltre la dimensione 14. L’ideale per un foglio A4 sarebbe 12 (ma molto dipende dal tipo di carattere scelto, ad esempio il Garamond è più piccolo del Courier).

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Il Paragrafo

Il paragrafo non è altro che una parte di testo delimitata da un “a capo” (il tasto invio). Quindi può corrispondere a una sola frase o può essere formato da più righe (e più frasi).

I paragrafi sono quelli che danno struttura al testo e graficamente scandiscono la lettura: un testo con un buon numero di a capo (e quindi spazi bianchi nella pagina) sarà più “arioso” e invoglierà di più a leggere rispetto a un testo che presenta un unico e compatto muro di caratteri; allo stesso tempo un testo che va a capo a ogni riga sarà frammentato e spezzerà la fluidità della narrazione.

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Come scrivere una sinossi

Ripesco un vecchio articolo che penso possa tornare utile sia a chi vuole inviarci un testo che a chi vuole contattare un editore.

Molto spesso viene richiesto che il testo sia accompagnato da una “sinossi”

Che cos’è esattamente una sinossi?

Altro non è che un riassunto che ha lo scopo di dare uno sguardo d’insieme sull’opera che si sta per leggere.

Solitamente ha una lunghezza che non supera le due pagine. È importante in questo essere il più possibile completi e sintetici.
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Ortografia e formattazione

Ecco alcuni consigli su come formattare al meglio il vostro manoscritto prima di sottoporlo a editori, agenti letterari, concorsi o semplicemente ai lettori:

- Andate a capo utilizzando il tasto “Invio” della tastiera (e non premendo ripetutamente lo spazio)

- Inserite sempre la maiuscola all’inizio di ogni frase (A capo o dopo un punto fermo)

- Fate in modo che ci sia sempre uno spazio dopo i segni di punteggiatura . , ; : ! ? … e mai prima

- Non abusate di punti di domanda e punti esclamativi, uno è più che sufficiente

- I puntini di sospensione sono sempre tre…

- Evitate di usare il TUTTO MAIUSCOLO per dare enfasi alle frasi, meglio il corsivo

- Non usate il tasto “tab” per fare i rientri a inizio paragrafo, utilizzate l’apposito menu “paragrafo” oppure non fateli

- La formattazione ideale è con il carattere Times new roman, dimensione 12, interlinea 1,5

- Non inserite spazi prima o dopo i paragrafi

- Evitate di usare i trattini per i dialoghi, molto meglio le virgolette basse «…» oppure quelle alte “…”. Non usate segni strani come <<…>> o <…> o simili

- Se dovete separare il testo va benissimo uno spazio bianco oppure tre asterischi * * * ma non inserite lo spazio ogni volta che andate a capo

- Se dovete iniziare un nuovo capitolo non premete ripetutamente invio per andare nell’altra pagina ma usate l’interruzione di pagina (menù Inserisci > interruzione di pagina oppure Ctrl + invio)

- Impostate l’allineamento “giustificato”

- Usate il grassetto solo per i titoli dei capitoli ed evitate di usare il sottolineato

- Cercate di usare in modo corretto accenti e apostrofi (si scrive È e non E’, po’ e non pò ecc.)

- le D eufoniche vanno usate solo all’incontro di vocali uguali (ed era, ad Anna) tranne che per l’espressione “ad esempio”

- Se usate parole o frasi in lingue straniere controllate che la grafia sia corretta (basta una veloce ricerca su Google)

- Numerare le pagine usando la numerazione automatica e non inserite i numeri a mano, stesso discorso vale per indici e sommari

Per ulteriori informazioni potete visitare la sezione Libro fai-da-te.

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Impaginazione: la cartella tipografica

Capita molto spesso, soprattutto nei concorsi letterari, che venga richiesto un determinato numero di battute o un determinato numero di cartelle, cosa che lascia perplessi e dubbiosi molti aspiranti scrittori.

Partiamo col dire che per “numero di battute” si intende il numero totale dei caratteri utilizzati in un testo, compresi gli spazi. Fare un conteggio è semplice:

- con Word 2007: cliccate in basso a sinistra su “parole” e appariranno le statistiche complete del documento. Il dato che ci interessa è “Caratteri (spazi inclusi)”.

- con Open Office: dal menu Strumenti > Conteggio parole.

Con il termine cartella, o “cartella tipografica”, si intende una pagina formata solitamente da 30 righe per 60 battute, per un totale di 1800 caratteri, ma questi valori possono variare, infatti può capitare che vengano richieste cartelle di 2000 battute.

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Elaboratori di Testo

Benvenuti alla prima puntata di “Libro fai-da-te“.

Cominciamo subito parlando dei ferri del mestiere, ossia degli strumenti per scrivere!

Una volta c’era la cara vecchia macchina da scrivere, quella con cui dovevi contare le battute e stare attento agli errori d’ortografia, quella con cui, se sbagliavi una riga, dovevi stracciare il foglio e ricominciare da capo… Ora per fortuna esistono i computer e quei bellissimi programmi chiamati “elaboratori di testo” che permettono di fare modifiche anche sostanziose con un semplice click e senza faticose e snervanti opere di riscrittura; permettono di modificare il carattere, il formato, l’impaginazione e per i più esigenti di aggiungere anche collegamenti ipertestuali. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

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Libro fai-da-te

La rubrica “Libro fai-da-te” è dedicata a tutti gli aspiranti scrittori, a chi già scrive e a chi prima o poi vorrà provarci.

Probabilmente avete un manoscritto nell’hard disk del vostro computer, o magari più di uno, o più semplicemente un giorno vi siete svegliati con una storia in testa e vi siete detti “Devo scriverla!” e siete partiti in quarta a macinare una pagina dietro l’altra… però… però prima o poi un dubbio viene a tutti quanti: come si scrive la tal parola? È corretta questa forma grammaticale? Come impagino il testo? Come catturo l’attenzione del lettore o del potenziale editore?

Sono tutte domande legittime che prima o poi capitano a tutti. Ci sono passata anch’io. È da qualche anno che scrivo, ho pubblicato e autopubblicato qualche scritto e mi occupo di correzione bozze e editing, ho seguito qualche corso, mi sono documentata sul web, ho avuto a che fare con altri scrittori e qualche editore, si può dire che ho imparato qualcosa e ho pensato di condividere le mie esperienze con altri appassionati scrittori come me, nella speranza di poter dare qualche consiglio utile per migliorare il proprio lavoro.

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