Intervista a Massimo Jr. D’Auria
Abbiamo fatto due chiacchier con Massimo Jr. D’Auria, autore di noir che ha pubblicato con Sogno Edizioni, questo è il suo sito ufficiale: http://massimojuniordauria.wordpress.com/
Salve, Massimo Jr. D’Auria e benvenuto nel nostro modesto sito. Vuoi parlarci un po’ di te? Chi sei cosa fai come stai?
Ciao! Grazie per lo spazio che mi concederete. Mi chiamo Massimo Junior D’Auria, ho ventidue anni e sono uno studente di lettere moderne della Federico II di Napoli. Tra le altre cose amo leggere sia libri (mi piacciono moltissimo King, Kafka e Orwell) sia fumetti (passione che ho riscoperto da poco) e sono uno scribacchino impenitente.
Ovviamene hai scritto, e pubblicato, un libro se no non saresti qui! Nero Nr. 9: una raccolta di racconti noir all’italiana che ho letto con piacere, vuoi dire qualcosa di più sull’opera, come è nata a cosa ti sei ispirato ecc. ecc.?
Nero N.9 è nato quasi da solo, dopo la pubblicazione del primo libro “La vita degli altri”, ho iniziato ad avvicinarmi alla scrittura del genere noir, grazie a qualche concorso e antologia. Così pian piano ho iniziato a scrivere dei racconti, non solo noir, dove il nero però era l’elemento cardine, un filo conduttore palese. Mentre ero ancora impegnato nella stesura dei racconti e nell’analisi sulla loro organicità e quindi l’eventuale loro impiego in un’unica raccolta, mi sono “imbattuto” nel numero 9 e nelle sue contraddizioni. A quel punto non ho avuto più dubbi, i racconti dovevano essere 9 e il libro doveva avere il nome che ha.
I personaggi di Nero n.9 vivono delle situazioni al limite, le loro sono esistenze corrotte, c’è un qualcosa che ha fatto deragliare le loro vite e si trovano così pronte ad essere inghiottite dal nero della vita.
Oltre che presentare la situazione voglio far anche riflettere, perché è vero che in alcuni racconti è presente un elemento fantastico, ma la maggior parte delle situazioni che ho presentato le possiamo leggere sulla cronaca nera, proprio questa può rientrare tra le mie fonti d’ispirazioni. Ovviamente l’ispirazione viene anche dalle letture, ovviamente non parlo solo della narrativa, ma ad esempio ho apprezzato moltissimo “Il dizionario dei serial killer” di Newton.
Altre pubblicazioni già edite o ancora in cantiere?
Sì, “Nero n.9” è la mia seconda raccolta di racconti pubblicata, la prima è stata “La vita degli altri” di matrice sicuramente più intimistica. I miei racconti sono stati anche pubblicati su antologie, tra gli altri, della Perrone, della Delos e di 9muse.net. Per quanto riguarda i progetti in cantiere ho da poco terminato la mia terza raccolta di racconti e sto lavorando a un romanzo (in realtà ci sto lavorando da molto tempo) spero che prima o poi possa vedere finalmente la luce. Potrei anche muovere qualche passo nell’ambito della sceneggiatura dei fumetti, vedremo.
Mi pare di capire che ti diletti principalmente di racconti, perché questa scelta (si sa che il racconto sul mercato non è facile da collocare) hai intenzione di cimentarti con qualcosa di più lungo?
Non saprei dire il perché della scelta, penso sia anche una questione di attitudini e fasi, nel momento in cui ho scritto le raccolte ho pensato che i racconti fossero la forma a me più congeniale e quindi ho percorso questa strada. Tuttavia non disdegno la forma “romanzo” e difatti mi sto cimentando nella stesura di un romanzo piuttosto lungo dal quale mi prendo spesso lunghi periodi di pausa.
So che nel mercato editoriale i racconti sono difficilissimi da collocare, addirittura molte case editrici non sono interessate alla pubblicazione. Ma sinceramente ritengo il racconto una bellissima forma di scrittura e ritengo debba essere tenuta in maggiore considerazione e magari, anche solo in parte, riscoperta.
Facciamo due chiacchiere anche sul mondo editoriale, so che hai collaborato e collabori con piccoli editori, come ti sei trovato, qualche iniziativa in particolare da segnalare?
Sì, attualmente sto curando la prima antologia targata Sogno Edizioni, i racconti sono pervenuti tramite la selezione editoriale “Nerinchiostro”. I selezionati non avranno alcun obbligo d’acquisto copia, verranno pubblicati in cartaceo e in ebook, percependo anche i diritti. Ritengo che questa iniziativa sia degna di plauso anche per una cosa che magari pare banale, parlo della remunerazione degli autori. In più la Sogno Edizioni seppur piccola, è sicuramente una casa editrice seria. Ci scriviamo spesso, via mail, io e l’editore e non posso non sottolineare tutto l’impegno che mettono nel loro lavoro, non mancando alle fiere di settore e cercando sempre nuovi canali distributivi e promozionali. Molte piccole case editrici italiane sono serie e hanno una passione reale per il proprio lavoro, spero che queste case editrici possano raggiungere le meritate gratificazioni.
La domanda di rito, che faccio sempre a chiunque passa da Murasaki Books: gli ebook e l’editoria digitale: come ti poni? Li ami li odi, cosa ne pensi in generale?
Fino a un paio d’anni fa, ero abbastanza scettico sugli ebook. Avevo i dubbi che hanno la maggior parte dei lettori tradizionali, poi mi sono informato ed i dubbi sono a mano a mano spariti. Ora non compro quasi più libri in formato cartaceo (fanno eccezione ovviamente alcuni in formato hard cover che mi piace avere nella libreria), posso tranquillamente fare a meno di edizioni economiche in cui il testo è così piccolo che fa venire il mal di testa. Grazie al mio ebook reader, un onesto Cybook Gen3, leggo di più e meglio(ingrandire e rimpicciolire il carattere è una comodità di cui non potrei fare più a meno). La mia opinione è quindi sicuramente positiva e sono stato ben contento quando la Sogno Edizioni mi ha proposto di pubblicare “Nero n.9” anche in ebook, hanno fatto la scelta più saggia anche perché hanno optato per il formato epub (molti si ostinano a vendere ebook in formato pdf) e soprattutto non hanno inserito alcun drm.
Ritengo che i drm siano una protezione che lede l’acquirente e spero che prima o poi gli editori capiscano che più che una protezione, sono unicamente un fastidio.
Grazie per il tempo che ci hai dedicato e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!
Grazie a voi per lo spazio concessomi e ovviamente crepi il lupaccio (poverino, ma gli tocca).












